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23.05.2016

Internet festeggia 30 anni


Internet Day: a Pisa si fa il punto sulla banda ultralarga. Renzi: non ancora il via alle gare, ma il bando č in Cdm

 

Era il 30 aprile 1986 quando per la prima volta un gruppo di pionieri del web collegò l'Italia a Internet tramite la Rete Arpanet. Il segnale partì dal Centro universitario per il calcolo elettronico del CNR di Pisa e arrivò alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania.
Si scrisse in quell’occasione un pezzo di storia che ha cambiato la vita di tutti noi dando il via alla rivoluzione dell’era digitale.

E trent’anni dopo, il 29 aprile scorso fino a notte, in tutta Italia si è festeggiato l’anniversario con un Internet Day promosso dal Governo e sostenuto da aziende e operatori.
Tra questi, TIM ha festeggiato i 30 anni del web con l’annuncio dell’arrivo della fibra in 1.100 Comuni e un piano industriale di investimenti per 12 Mld€ fino al 2018, di cui 4,8M per lo sviluppo della banda ultralarga.
Anche Wind ha partecipato attraverso una campagna di comunicazione, che ha provato a raccontare «questo straordinario cambiamento attraverso i nostri piccoli gesti quotidiani e le loro inarrestabili trasformazioni», come ha sottolineato l’AD Maximo Ibarra, illustrando un video con la storia del gruppo.
Vodafone era presente a ricordare che la rete 4G ha raggiunto il 95% della popolazione, la fibra a 500 Mbts corre a Milano, Bologna e Torino e che ha dedicato una giornata all’alfabetizzazione digitale all’interno dei Vodafone Store del Friuli Venezia Giulia.
Fastweb, che dal 1999 ha portato per prima in Italia la fibra ottica, il 29 e 30 aprile ha regalato ai propri clienti residenziali dodici mesi di abbonamento a Dropbox Pro, offrendo la possibilità di sperimentare l’utilità del Cloud. L’operatore in quell’occasione ha potuto anche promuovere il nuovo piano di espansione della rete a banda ultralarga che si completerà a fine 2020 raggiungendo con velocità fino a 200 Mbps 13 milioni di famiglie e imprese in 500 città.
L’evento è stato anche contestato e boicottato dal “no wi-fi day”, un comitato promotore con atteggiamento critico e cautelativo sui pericoli legati all’utilizzo delle nuove tecnologie senza fili. «Stiamo discutendo di come Internet possa aiutare il Paese a creare competitività. È una di quelle cose su cui non ha proprio senso litigare, anzi bisogna coinvolgere più persone possibili», è stato il commento del premier Renzi, per cui comunque l’evento è stato un successo politico e mediatico, come si augurava.
Internet Day è stato anche l’occasione per il Governo per fare il punto sullo stato dell’arte e parlare di banda ultralarga, competenze e servizi digitali. Il mantra: “per tutti è ora di accelerare: prendere spunto dal passato per fare leva sul presente e dare una spinta al futuro per colmare il ritardo”.
L’Italia resta di fatto uno tra i paesi con il più evidente gap digitale su scala sia europea che mondiale: ad oggi, è al 25esimo posto tra i 28 paesi della UE, e registra un livello di copertura della connessione dati da postazione fissa del 20% contro il 62% della media UE.
A ribadire quanto l’Italia arranchi, tra stop e ritardi, c’è da segnalare che proprio il premier è mancato in quest’occasione all’appello più importante. Già il mese scorso era stato annunciato che l’evento di Pisa sarebbe stato l’occasione per annunciare il via al primo bando di gara sulla banda ultra larga per le aree più disagiate. «Sarà il primo di una serie di bandi con i quali portare a tutti i cittadini entro il 2020 la connessione a Internet ad alta velocità».
Ma questa aspettativa è stata disattesa: ad oggi la sola buona notizia è un “visto” politico del Cdm che ha dato il via all'iter "tecnico" per la messa a punto dei bandi, e la conferma nero su bianco che le concessioni avranno durata ventennale. Ma non è arrivato il via libera Ue e manca il parere di Agcom, Agcm, Anac; e considerati tutti i passaggi formali necessari, i primi bandi non saranno emanati prima di giugno. Considerando poi che dopo gli operatori interessati dovranno sottoporre a Infratel le loro proposte tecnico-economiche, l’assegnazione della prima o delle prime gare, arriverà probabilmente dopo l’estate. Ed allora si partirà davvero, al netto degli eventuali ricorsi.