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20.09.2016

Via libera al matrimonio fra Wind e 3


Nasce il primo operatore mobile italiano, mentre la francese Iliad prende spettro e antenne ed entra nella competizione

 

Il cantiere era aperto dal 2008, ha visto numerose battute d’arresto e ha vissuto una lunga attesa per ricevere il benestare della Commissione europea, che finalmente ha dato la conferma ufficiale: il matrimonio tra Wind e 3 Italia si farà.
Nasce il più grande operatore italiano mobile, quarto a livello europeo, in mano alla russa VimpelCom e alla cinese Hutchison Whampoa: 7 Mld€ di giro d’affari, 31 milioni di clienti nel mobile e 2,8 milioni nel fisso. La futura società, una joint venture paritetica, sarà guidata da Maximo Ibarra, l’attuale numero uno di Wind che già da un anno è il Super-Ceo in pectore del nuovo gruppo.
In tema di antitrust, le soluzioni strutturali offerte dalle due capogruppo hanno fugato i dubbi di Bruxelles: «Possiamo approvare l’accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentiranno a un nuovo operatore di rete mobile di accedere al mercato italiano», ha annunciato Margrethe Vestager, commissaria Ue alla concorrenza.
Per mantenere equilibrati i livelli di competizione nel nostro Paese, Wind e 3 hanno dovuto infatti cedere alcuni asset, bande di frequenza e siti, “spianando la strada" all'ingresso sul mercato italiano di Iliad, l'azienda di Xavier Niel che con la sua Free Mobile ha scosso il mercato francese dei provider Internet e Mobile con una politica molto aggressiva sui prezzi, arrivando a contare quasi 12 milioni di utenti.
Si apre in Italia un nuovo scenario nel mondo delle Tlc italiane, dove la scelta resterà ampia, con quattro operatori provvisti di una propria rete – TIM, Vodafone, 3-Wind e Iliad – e alcuni operatori virtuali particolarmente attivi come PosteMobile e Fastweb.
È un’operazione che il mercato attendeva da anni e che gli osservatori giudicano salutare, almeno sulla carta. Il nostro mercato è tendenzialmente saturo e i margini si comprimono progressivamente, con beneficio per gli utenti anche se a discapito dei bilanci delle società. Il nuovo assetto dovrebbe vivacizzare ulteriormente il livello competitivo del settore e essere in grado di soddisfare le più disparate esigenze, preparandolo alle sfide del 5G, la prossima generazione di rete mobile, e al boom dell’IoT non solo nelle Smart City e nelle Smart Grid, le reti elettriche intelligenti, ma anche in Industria e Impresa 4.0.
«Mi aspetto un mercato migliore rispetto a quello precedente», ha segnalato Flavio Cattaneo, CEO di Telecom Italia. «Per ora gli operatori scendono da 4 a 3, questa è la notizia. Poi vedremo se arriverà il quarto. Comunque noi non siamo fermi» ha aggiunto, sottolineando che le offerte commerciali di Iliad in Italia non arriveranno prima della seconda metà del 2017.
Telecom Italia ha in animo di giocare d’anticipo e, per quanto faccia registrare una elevata confusione organizzativa – fra cui oltre il 15% di dirigenti in esubero – e un forte rallentamento nei programmi di supporto marketing in ottica contenimento dei costi, si dice pronta alla sfida: il nuovo piano industriale che presumibilmente supporterà una nuova strategia verrà però presentato solo nei primi mesi del 2017, e si presume punterà sulla “total quality” in contrapposizione al “low cost” di Iliad ed in parte di Wind-3.
Nel frattempo, TIM ha già lanciato nuove offerte convergenti per famiglie e imprese, che prevedono ulteriore impulso al quadruple play e un miglioramento della qualità del servizio al cliente. Al via anche la partnership esclusiva con Samsung per offrire Smart TV che consentiranno l’accesso all’entertainment digitale di TIMvision e Premium Online. Con TIMgames, il gruppo punta anche a essere protagonista nel mondo del gaming, grazie a oltre 100 giochi on line fruibili su TV. In area Business è stato inaugurato il nuovo data center di 4.000 mq ad Acilia, alle porte di Roma, considerato alla data il più avanzato in Italia.
«Altre offerte sono allo studio e sono già state richieste le varie autorizzazioni, ma è chiaro che TIM punterà fortemente sull’ultrabroadband», aggiunge Cattaneo. Segue già questa direzione l’accordo siglato con Fastweb, finalizzato ad accelerare la realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga in 29 città italiane, in risposta ai piani di Enel. L’investimento, 1,2 Mld€, ha come obiettivo di collegare circa 3 milioni di abitazioni in tecnologia FTTH entro il 2020, connettendo alla rete TIM e Fastweb circa 650mila unità immobiliari in 6 città, con un anno di anticipo rispetto al Piano Industriale attuale.
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