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26.05.2015

WEF boccia l’Italia sul digitale, 55esimo posto in classifica


 

Nella classifica stilata nel Global Information Technology Report 2015 dal World Economic Forum, l’Italia è ben lontana dal podio con un modesto 55esimo posto sui 143 paesi rappresentati.

Se può consolare, c’è un piccolo recupero rispetto alla 58esima posizione dell’anno precedente.

Lo studio, basandosi su 53 diversi misuratori di sviluppo, non testa soltanto lo stato di digitalizzazione di un Paese, ma quanto questo sia realmente in condizione di sfruttare le opportunità della rete in prospettiva.

Si tratta quindi di una buona occasione per fare l’ennesimo punto sullo stato delle politiche di innovazione del nostro Paese.

E il quadro che ne risulta non è roseo…

Nella classifica, davanti all’Italia, quasi tutti i Paesi europei e tutti quelli extraeuropei ad alto reddito.

L'Italia è infatti preceduta da tutte le maggiori economie ma anche da Croazia, Ungheria, Giordania, Panama, Costa Rica.

Dietro a noi, tra i Paesi dell’Unione Europea, soltanto Slovacchia, Romania, Grecia e Bulgaria.

L’Italia appare in netto ritardo sulle tecnologie di ultima generazione e sullo sviluppo della banda ultralarga.

Le carenze nel quadro politico-regolatorio sembrano essere i potenti "inibitori" dell'innovazione in Italia e causa primaria del ritardo.

La burocrazia rimane l’anello debole della catena, con una valutazione per l’Italia al 102° posto, a causa soprattutto di un sistema giudiziario inefficiente (142° posto); il carico fiscale, con una tassazione del 65% ci pone al 131° posto e rappresenta un freno all’avvio di iniziative imprenditoriali, ma anche un incentivo all’evasione fiscale.

Basso il livello di venture capital (127° posto). La spinta dell’investimento pubblico per favorire l’innovazione è reputata quasi inesistente (dietro noi in UE solo la Grecia) e questa carenza è anche testimoniata dall’incapacità che viene attribuita alla PA per la promozione adeguata dell’ICT (qui l’Italia è al 139° posto).

Mancanza di visione e strategicità dell’innovazione completano il deludente quadro.

Ma qualche dato è un po’ più incoraggiante.

Va infatti decisamente meglio sul fronte delle infrastrutture, dove l’Italia si posiziona 37ma, nell’accessibilità dei prezzi (36ma posizione) e nelle competenze (37ma).

E finiamo con un dato addirittura brillante, che ci vede primi in classifica per copertura della telefonia mobile.