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29.04.2016

La CIO Survey affronta il tema della Digital Transformation


NetConsulting cube, insieme a Capgemini Italia, Hewlett Packard Enterprise e TIM presentano i risultati della decima edizione della ricerca

 

NetConsulting cube ha presentato i risultati della nuova edizione della CIO Survey, che quest’anno ha puntato a definire le scelte che le principali realtà private italiane stanno mettendo in campo per sostenere la Digital Transformation, grazie alla collaborazione di un panel di 70 responsabili ICT di grandi organizzazioni.
I risultati dello studio sono stati presentati insieme a Capgemini Italia, Hewlett Packard Enterprise e TIM, che hanno promosso l’iniziativa, giunta ormai alla sua decima edizione.
Dal confronto diretto con i CIO è emerso un approccio orientato al sostegno alla crescita del business e all’innovazione, le principali sfide che le aziende dovranno affrontare. Incremento del fatturato e miglioramento della marginalità sono infatti la priorità per oltre il 70% dei CIO intervistati; seguono l’innovazione di prodotto o del servizio (58%) e l’innovazione dei processi interni (57%).
«In uno scenario di trasformazione digitale come quello a cui stiamo assistendo, il CIO non ha più solo il compito di rendere i processi aziendali sempre più efficienti a costi decrescenti; ha quello di contribuire alla generazione di revenues e profitti attraverso l’introduzione di innovazioni tecnologiche funzionali al business. Questo accade se il CIO ha una vision digitale e riesce a trasferirla al suo interno, a partire dal Top Management, se riesce a fare IT in maniera diversa e a collaborare all’interno di team interfunzionali che mettano a fattor comune competenze ed esperienze diverse per co-innovare. In altri termini, un CIO che abbia la capacità di reinventarsi» ha commentato Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube.
Le priorità segnalate dalle aziende sono anche quelle in cui più forte sarà il ruolo dell’ICT. Il focus sul cliente si traduce per il 48% dei CIO nella necessità di migliorarne la conoscenza attraverso strumenti di data analytics e per il 43% nella revisione delle strategie di vendita con l’obiettivo di realizzare una gestione omnichannel del cliente.
Per il 52% dei CIO, forte è l’impatto della Digital Transformation in tutte le sue declinazioni – tecnologiche, organizzative e relazionali – che porterà a nuovi modelli di business e a prodotti che via via sostituiranno quelli attuali.
Fra le tecnologie su cui le aziende stanno facendo leva, il Mobile ha la priorità per l’88% dei CIO negli investimenti medio-elevati; il Cloud Computing attira il 76% degli investimenti; nei Big Data la percentuale è del 70%; il Social continua ad attirare attenzione e investimenti (il 47,5%); l’IoT è in una fase di passaggio da tecnologia di nicchia a tecnologia più ampiamente diffusa, con il 42% dei CIO che prevede di investirvi.
«Infrastrutture ibride, Sicurezza, Big Data e Mobilità sono i 4 pilastri su cui si fonda la strategia di HPE, per cui l’IoT si rivela una grande opportunità – ha affermato a questo proposito Claudio Bassoli, VP Enterprise Group, Hewlett Packard Enterprise – La grande mole di dati prodotti dagli asset digitali, attraverso il supporto dei nostri potenti strumenti di Analytics, ci permette di produrre informazioni di valore che favoriscono la crescita e l’innovazione delle aziende (…) e HPE è costantemente al fianco delle organizzazioni pubbliche e private per accompagnarle nel passaggio al digitale, attraverso un approccio bimodale e integrato».
L’analisi evidenzia anche come il CIO si interfacci con un numero sempre più ampio di interlocutori e in modo continuo. L’intensità della relazione più elevata è con l’area Vendite (per il 71% dei CIO); segue il Marketing (58,9%), la Gestione Clienti (54,5%) e l’Organizzazione (50%).
Emerge l’importanza di un piano organico sviluppato su 3-5 anni che evidenzi tutti gli interventi e gli impatti sia tecnologici sia organizzativi e di business per indirizzare concretamente la Digital Transformation. Per il 43% del panel, questo Digital Masterplan è stato già definito, mentre il 27% lo predisporrà entro la fine del 2016; anche le organizzazioni che non si sono ancora strutturate in questo senso stanno comunque portando avanti una serie di evoluzioni secondo una logica più tattica.
L’analisi evidenzia come anche l’ecosistema di fornitori e partner di riferimento sia cambiato: i Global ICT Vendor continuano a ricoprire un ruolo importante (per il 50% dei CIO) ma sempre più strategici diventano fornitori ICT focalizzati su specifiche tecnologie (73,6%), digital agencies (55,3%), start up innovative (47,1%), società di consulenza strategica in ambito ICT (29,2%) e provider che non hanno origine nel mondo ICT (21,1%).
«I risultati che emergono dalla CIO Survey sono chiari. La Digital Transformation non è solo una priorità: è ormai un percorso inevitabile che permetterà alle organizzazioni di definire nuovi modelli di business per competere sul mercato. Chi ha già avviato una vera Digital Transformation ha di fatto raddoppiato la possibilità di crescita, redditività e customer satisfaction rispetto a chi è rimasto ancorato ai modelli organizzativi tradizionali", dichiara Raffaella Poggio, Direttore Marketing & Communications di Capgemini Italia: «Grazie a una piena mentalità digitale sarà possibile ridefinire le competenze delle persone, ridisegnare i processi e l'organizzazione e questo farà la differenza tra essere protagonisti o spettatori della rivoluzione digitale».
«Un messaggio emerge con particolare evidenza da questa edizione della CIO Survey: la Digital Disruption nelle aziende italiane non è solo un salto tecnologico ma una trasformazione diffusa nei processi e in tutta l’organizzazione. Un percorso che non può limitarsi alla semplice adozione di strumenti più moderni, e punta piuttosto a una loro adozione in modalità integrata. Fondamentale è quindi dotarsi di infrastrutture “di base” adeguate (Collaboration, UC - Unified Communication, Cloud Transformation) e far maturare le tematiche di condivisione e mobilità. L’impegno di TIM per favorire la digitalizzazione delle imprese prosegue sia attraverso un importante piano di investimenti, non solo su fibra ottica e LTE ma anche sulle infrastrutture di data center, sia attraverso lo sviluppo di piattaforme di servizio grazie alle quali system integrator, sviluppatori di nuova generazione e start up possano accelerare questo incalzante percorso di trasformazione», conclude Enrico Trovati, Responsabile Marketing della funzione ICT Solutions & Service Platforms di TIM.