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30.06.2017

Cresce la domanda di professionisti ICT ma mancano quelli con nuove competenze


Osservatorio delle Competenze Digitali: 85.000 nuovi posti di lavoro nel 2016-2018


La sfida delle competenze digitali è per l’Italia sempre più strategica, per colmare il ritardo quanto a Innovazione e competenze professionali. Siamo un Paese con una forte propensione all’economia digitale, ma che stenta a crearsi gli skill necessari a supportarla: e mancano ancora una strategia di lungo periodo che coinvolga aziende e sistema formativo, una visione d’insieme che coordini i percorsi della Trasformazione Digitale, le risorse atte a rendere la PA adeguata al cambiamento.
È questa la sintesi di quanto emerso dall’evento “Le Competenze Digitali 4.0 - Scuola, Lavoro e Impresa”, tenutosi a Roma lo scorso 6 giugno in occasione della presentazione della terza edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, un progetto condotto dalle principali associazioni ICT - AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia - promosso da MIUR e AgID ed al quale ha attivamente collaborato NetConsulting cube.
Nel corso della presentazione dell’Osservatorio, grande rilievo hanno assunto le considerazioni portate da Marco Ferretti dell’Università degli Studi di Pavia, Mario Mezzanzanica dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Alberto De Toni della CRUI e Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube, i quali hanno illustrato quanto emerso in dettagliate slide, disponibili su diversi siti fra cui quello di Assinform. Inoltre è stato siglato da AICA, Assinform, Assintel, Assinter e CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) un Accordo Quadro di Collaborazione in materia di formazione. Alto il numero dei relatori per una mattinata fitta di interventi e chiusa da Valeria Fedeli, Ministra del MIUR.
Entrando nel merito dei dati, non sono mancati gli spunti positivi: dai 175.000 annunci di lavoro su web analizzati nell’ultimo triennio è infatti emerso che la Domanda di professioni ICT è in costante aumento. Ogni anno la richiesta cresce mediamente del 26%, con picchi del 90% per le nuove professioni legate alla Trasformazione Digitale come i Business Analyst e i gli specialisti dei Big Data, a sottolineare l’evoluzione verso l’azienda “data driven”. Cresce complessivamente del 56% la richiesta delle nuove professioni digitali: specialisti in Cloud, Cybersecurity, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics, Cognitive & Artificial Intelligence. C’è decisamente più richiesta nel Nord ovest, in cui si concentra il 48% della Domanda.
Rispetto alle professioni “classiche” dell’ICT, tiene la richiesta di Analisti Programmatori (+24% lo scorso anno), e crescono anche gli annunci per le posizioni di System Analyst (+30% nell’ultimo anno) e di Digital Media Specialist, con un picco del +60% per i Web Developer.
Anche sul fronte delle retribuzioni nell’ICT, nel 2016 si registra una crescita, con picchi del +5,7% per i livelli impiegatizi e del +4,9% per i Dirigenti.
Si stima che nel triennio 2016-2018 si potrebbero creare 85.000 nuovi posti di lavoro che richiedono specializzazione in ICT, a fronte di un’occupazione complessiva di settore che potrebbe salire da qui al 2018 del 3,5% annuo fino a raggiungere le 624.000 unità. Per queste posizioni il mercato richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati. Le immatricolazioni in facoltà dell’area ICT crescono di anno in anno e sono 26.000 nell’attuale anno accademico con un +11% rispetto a quello precedente; tuttavia è alto il tasso di abbandono (60%), soprattutto nelle triennali di informatica.
Nei percorsi universitari stanno via via (e troppo lentamente, NDR) entrando le competenze legate a Big Data, Data Science, Cybersecurity, mentre resta trascurato il Cloud. Nelle facoltà non ICT le competenze digitali sono invece tendenzialmente trascurate.
La domanda di nuovi profili digitali dal punto di vista di imprese e PA ha evidenziato la domanda crescente di nuovi profili legati all’innovazione dei processi, dei prodotti e delle strategie in ottica digitale. Quelli più critici per la filiera ICT sono Business Analyst, Project Manager e Security Analyst.
Nelle aziende utenti, i profili comuni più critici da reperire sono quelli di Responsabile Sistemi Informativi, di ICT Security Manager e di Project Manager.
L’85% delle PA intervistate, invece, ha bisogno di competenze digitali per far fronte alla digitalizzazione dei servizi a cittadini e imprese, legati fra l’altro a Spid, PagoPA, Fascicolo Sanitario Elettronico.
Se si sguarda alle professioni del futuro, lo scenario cambia. Le nuove professioni si chiameranno Change Manager, Agile Coach, Technology Innovation Manager, Chief Digital Officer, IT Process & Tools Architect e saranno costituite da un mix più articolato di competenze, per governare strategicamente i cambiamenti imposti dalle aree Big Data, Cloud, Mobile, Social, IoT e Security. Saranno soprattutto figure fatte da un insieme di skill tecnologiche, manageriali e soft skills quali leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento.
«La trasformazione digitale richiede con urgenza nuove competenze, vera risorsa per la sua realizzazione» dichiara nella sua sintesi Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube, sottolineando però come « … le competenze tecnologiche non bastano; ad esse vanno associate competenze capaci di gestire la Trasformazione delle aziende in chiave digitale. L’Osservatorio di quest’anno pone in evidenza con forza come le aziende e le PA vivano con forte difficoltà il gap che si è già creato e chiedono un intervento di natura sistemica al mondo della Formazione pubblica ma chiedono anche a se stesse di investire maggiormente in formazione interna in un contesto di collaborazione Scuola, Università e Ricerca».