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20.11.2015

Europei affetti da “Digital amnesia”


Prima di tentare di ricordare ricorriamo a Internet e subito dopo dimentichiamo

 

Italiani popolo di pigri, almeno sul web, ma anche dalla memoria corta e quindi affetti da “Digital amnesia”. Lo attesta un’indagine di Kaspersky Lab - una tra le principali aziende di sicurezza digitale - secondo cui un terzo degli italiani adulti preferisce cercare informazioni via Google ancor prima di provare a ricordarle e il 13% dimentica subito dopo il risultato della ricerca.
Da un’indagine condotta su 6mila utenti dai 16 anni in su di 6 paesi europei, emerge che il 55% degli italiani intervistati, di fronte a un quesito prova a rispondere in totale autonomia, mentre il 39% ricorre immediatamente a Internet. Le percentuali sono in linea con la media europea.
Questi utenti sono riluttanti all’idea di ricorrere alla propria memoria per trovare le risposte, o dubitano della precisione dei propri ricordi. Il 13% degli italiani ammette inoltre di dimenticare le risposte trovate online non appena ne ha fatto uso. E questa percentuale è ancora superiore negli altri paesi europei: 33% nel Regno Unito, 27% in Spagna, 23% in Germania, 21% in Benelux, 18% in Francia.
In termini di sviluppo della memoria, gli esperti interpellati per analizzare i risultati dell’indagine hanno evidenziato che il fatto di non ricorrere alla propria memoria per recuperare le informazioni – privilegiando, invece, la ricerca online – può procurare un indebolimento o addirittura la scomparsa di questi ricordi.
«Ricerche passate hanno dimostrato che richiamare attivamente alla memoria delle informazioni è un modo molto efficace per creare un ricordo permanente» spiega Maria Wimber, docente della School of Psychology, University of Birmingham. «Al contrario, informazioni recuperate passivamente, ad esempio ricorrendo a Internet, non creano una solida e duratura memoria. Sulla base di questa ricerca, si può sostenere che la tendenza a cercare informazioni prima ancora di tentare di ricordarle rende più difficile la costruzione di ricordi a lungo termine».
C’è da chiedersi allora se, in un mondo sempre più connesso e nel quale la soglia di attenzione media si è ormai ridotta a 8 secondi, siamo diventati incapaci di ricordare oppure semplicemente non vogliamo più farlo perché troppo impazienti di passare ad altro.