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30.03.2017

Donne e tecnologia: le professioni del futuro che possono fare la differenza



Sono otto le professioni del futuro legate alla trasformazione digitale e all’innovazione che garantiranno le migliori opportunità d’impiego in tutti i settori di mercato, e cioè: Data Protection Officer, Digital Information Officer, Cyber Security Expert, Big Data Engineer, Mobile Application Developer, Data Scientist, Esperto in Metodologie Agile e IoT Expert. E la presenza delle donne coinvolte in queste tipologie di impiego, seppure ancora di gran lunga inferiore rispetto a quella degli uomini, è destinata a crescere rapidamente, soprattutto tra le più giovani.
Questo il tema al centro dell’evento “Nuovi orizzonti per le millennial digitali” organizzato da CA Technologies insieme a Fondazione Sodalitas proprio nel giorno della Festa della Donna, e occasione per presentare la ricerca “Donne e digital transformation: binomio vincente” realizzata in collaborazione con NetConsulting cube.
L’analisi ha rappresentato uno spunto per promuovere il dibattito sul ruolo delle donne nell’innovazione tecnologica e sul valore della formazione STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) ai fini dell’occupabilità femminile e individuare i punti di forza e quelli di fragilità dell’universo femminile nell’ambito delle professioni tecnico-scientifiche e scolastico.
«I risultati dell’indagine sottolineano come sia necessario promuovere maggiori attività di informazione, sia da parte delle scuole che delle aziende, per consentire ai giovani di guardare a nuovi orizzonti e avere un’ampia visibilità sugli sbocchi professionali che la tecnologia può offrire loro in ogni settore» è la sintesi fatta da Michele Lamartina, Amministratore Delegato di CA Technologies, che ha puntualizzato: «Parallelamente, occorre una maggiore collaborazione tra il mondo della scuole, le aziende e il settore no profit per dar vita a programmi e iniziative concrete, come Deploy Your Talents e Programma il Futuro, che incoraggino ragazzi e ragazze ad avvicinarsi con interesse e senza preconcetti alle materie STEM – Science, Technology, Engineering and Math».
L’analisi di NetConsulting Cube, condotta a febbraio 2017, ha coinvolto un campione di responsabili HR (62% uomini e 38% donne) e CIO (94% uomini e 6% donne) di 60 aziende italiane dei settori Industria, Servizi, PA, GDO/Retail, Finance, Media e ICT, oltre a 225 studenti (43% uomini e 57% donne) di Istituti tecnici e professionali (46,8%) e Licei (53,2%).
Emerge chiaramente come sono pochissime le donne che nelle strutture IT ricoprono i ruoli tecnici più innovativi: secondo i Direttori dei Sistemi Informativi intervistati, ancora oggi circa il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer; 15-25% tra gli Esperti in IoT, Cyber Security, Data Protection e Mobile Application; nessuna donna tra i Data Scientist. Un ruolo nel quale la presenza femminile raggiunge invece il 50% è quello dell’Esperto in metodologie Agile, una delle professioni fiorite più di recente e legate alla capacità di sviluppare in modo rapido e veloce applicazioni software.
I soft skill più richiesti per le professioni e i modelli lavorativi del futuro sono soprattutto cinque: apertura al cambiamento, collaborazione e teamworking, creatività, capacità di problem solving e orientamento al cliente. Non sempre queste caratteristiche sembrano contraddistinguere le donne, che superano invece le aspettative sui fronti del problem solving e del multitasking.
Tra le principali attitudini che abilitano i processi innovativi, ai primi due posti la capacità di visione a medio e lungo termine (85,4%) e l’apertura al cambiamento (84,6%), seguite da capacità manageriale/leadership, flessibilità, proattività e creatività e propensione al problem solving.
Tra le 60 aziende interpellate, gli addetti che ricoprono ruoli tecnico scientifici sono il 30%, e di questi solo il 13% è rappresentato da donne. Esiste quindi un significativo divario di genere nei ruoli tecnico scientifici, confermato dai Direttori dei Sistemi Informativi: secondo il 35% circa è ancora molto elevato, per il 41,9% si sta riducendo e solo per il 9,3% non esiste.
Eppure, secondo il 95% dei Responsabili delle Risorse Umane, una maggiore presenza femminile favorirebbe la creazione di prodotti e servizi orientati all’universo “in rosa” e quindi contribuirebbe a far crescere il business, soprattutto in risposta alla sempre più rilevante richiesta di prodotti high tech molto personalizzati da parte delle consumatrici, come sostiene oltre l’84% del campione.
Le aziende stanno dimostrando di aver compreso l’esistenza di un significativo gender gap ed hanno già avviato programmi mirati a indirizzare in modo corretto le necessità espresse dalle donne: infatti il 52,8% ha sviluppato una politica di pari opportunità di carriera, iniziativa caldeggiata anche dal 45,2% dei Direttori dei Sistemi Informativi intervistati; il 33,3% ha reso disponibili soluzioni lavorative a tempo parziale e flessibile; il 27,8% ha creato condizioni e strutture di lavoro più adeguate e il 25% ha promosso l’utilizzo di soluzioni di Smart Working.
Molto resta però ancora da fare per incoraggiare i giovani a intraprendere percorsi STEM, soprattutto per quando riguarda gli indirizzi di ingegneria e informatica. Circa il 60% delle studentesse è ancora orientato verso lauree socio-umanistiche e solo il 25% è interessato alle lauree in informatica e il 30% in ingegneria (risposte multiple).
Anche l’interesse dei giovani verso le funzioni aziendali conferma il gender gap in ambito tecnologico: la percentuale di studentesse che immaginano il loro futuro professionale all’interno delle Direzioni Sistemi Informativi non arriva al 5%, mentre quella relativa ai colleghi maschi sfiora il 22% e si classifica in testa alle aspettative professionali. Gli ambiti in cui le ragazze considerano di avere le maggiori opportunità professionali sono invece Amministrazione, Marketing e Direzione del Personale.
Il 95% dell’intero campione ritiene le competenze digitali molto importanti o fondamentali ai fini della ricerca di un impiego, anche se la componente maschile si rivela molto più preparata di quella femminile sui temi tecnologici di maggiore attualità come la stampa 3D e la realtà virtuale e aumentata. Cloud, big data, IoT sono argomenti noti solo in modo superficiale o quasi del tutto sconosciuti per la maggior parte degli studenti, anche se i ragazzi raggiungono mediamente percentuali doppie rispetto alle ragazze.