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28.06.2018

Flussi logistici 4.0 in un convegno di Assologistica e NetConsulting cube


 

 

Come per tutti i grandi mutamenti di paradigma, l’impatto della Quarta Rivoluzione Industriale travalica i confini del mondo della produzione e coinvolge anche settori chiave come la logistica, un’area strategica che coinvolge Fornitori e Clienti lungo l’intero ecosistema di filiera, tanto da rendere più corretto il termine Impresa 4.0. L’obiettivo dell’evento “Flussi logistici 4.0: le reali opportunità per le imprese del settore”, tenutosi a Milano a metà maggio è stato proprio quello di creare un momento di confronto e approfondimento dedicato ad un tema, quello della Logistica 4.0, che troppo spesso viene messo in secondo piano rispetto all’evoluzione dei processi produttivi.
Dopo i saluti di apertura di Luigi Terzi, Presidente di Assologistica Cultura e Formazione, Annamaria Di Ruscio, Amministratore Delegato di NetConsulting cube, ha evidenziato il percorso da intraprendere verso la Logistica 4.0.
Mentre a livello macroeconomico la globalizzazione dei mercati ha “scompaginato” le carte anche nel settore logistico, rendendo sempre più complesso quantificare la rischiosità delle attività di consegna, le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica sono pervasive lungo tutta la Supply Chain, dalla Fabbrica al Cliente finale. È proprio l’innovazione a consentire di essere in linea con i desiderata dei Clienti, che richiedono prodotti sempre più personalizzati, consegne più rapide e migliore tracciabilità a livello di filiera (una “catena trasparente”). In un mondo globale, iperconnesso e multicanale, gli ordini vanno evasi in tempo reale e monitorati continuamente. Tutto ciò comporta una totale ristrutturazione dei magazzini e dei sistemi di trasporto, in cui tecnologie abilitanti come IoT, Blockchain e Big Data analysis possono contribuire a offrire una migliore customer experience e a generare maggiore efficienza operativa.
L’intervento di Vito Marraffa, Tax Director di Deloitte Studio Tributario e Societario, ha illustrato nel dettaglio come gli incentivi fiscali del Piano Nazionale Industria 4.0 siano resi disponibili anche per finanziare l’innovazione nel settore della logistica. Tra questi, il credito d’imposta per attività di formazione e l’iperammortamento applicabile, ad esempio, anche ai sistemi di monitoraggio in process finalizzati non solo al processo produttivo in fabbrica, ma anche all’erogazione di un servizio, e valido quindi anche in contesti come il magazzino automatizzato.
Al cuore del paradigma 4.0, anche per quanto riguarda la Logistica, vi è la centralità del dato e la sua analisi, in grado di generare informazioni rilevanti; è quanto ha sottolineato Simone Marchetti, Digital Supply Chain Manager di Oracle, che ha evidenziato come questi elementi possano essere considerati la “nuova valuta” da utilizzare per essere competitivi in quel contesto che Oracle definisce “New Fulfillment Economy”, anche per garantire più trasparenza e integrità di processi che coinvolgono, tramite Smart Contract, azioni generate tramite Blockchain.
Si passa quindi da un modello distribuzione centrico tradizionale ad un modello 4.0 di collaborazione e condivisione delle informazioni tra i diversi attori della filiera. La catena logistica si trasforma in un enorme “tubo produttivo”, in cui ogni elemento porta un valore aggiunto al prodotto, che si quantifica non solo con il valore intrinseco, ma anche con il fatto di avere un prodotto disponibile al Cliente finale nel reale momento in cui questi ne ha effettiva necessità. Il beneficio principale è pertanto la drastica riduzione del lead time complessivo. È quanto delineato anche da Marco Belloni, Partner di Logistics Reply.
Gestire le informazioni è importante anche secondo Andrea Piatti, Supply Chain Advisor di Egineering, che ribadisce le possibilità di innovazione legate al mondo 4.0 in ambito Logistica, a partire da robot, sensori ed etichettatura RFID, fino all’introduzione di sistemi di gestione e misurazione anche in ottica predittiva e di sistemi di controllo come Digital Visual Management e reportistica. Tutte innovazioni tecnologiche che coniugate potranno condurre ad un futuro a magazzini zero.
I campi di applicazione concreti del paradigma 4.0 nell’area Trasporti e Logistica non sono il futuro: obiettivo efficienza e innovazione sono già raggiunti in Autotrasporti De Girolami, grazie al progetto di logistica integrata presentato dal CEO Luca Lesignoli. L’azienda di autotrasporti specializzata nel settore del mobile e degli arredi mette le nuove tecnologie al servizio degli stakeholder: l’introduzione di sensori nella flotta di automezzi, oltre a consentire economie in termini di consumi e tempi di spedizione, permette ai Clienti di verificare in tempo reale, grazie ad un software di analisi dedicato, tempi ed eventuali ritardi nella consegna, mentre la tecnologia Amazon Dash button consente di contattare il Customer Care di De Girolami semplicemente premendo un pulsante.
Vincitore del premio Logistica 4.0 “Il Logistico dell’anno 2017” nella sezione Innovazione è stato Kuehne Nagel Italia, grazie all’introduzione di cobot (collaborative robot) per l’automazione dei processi di etichettatura nei magazzini di Roche Diabetics Centre. L’azienda ha già introdotto anche sistemi di Pick-by-voice, droni per le consegne ed etichettature RFID, mentre sono in fase di valutazione progetti come Autostore e cleaning machine automatizzate, come descritto da Davide Albanesi, National Sales & BD Manager di Kuehne Nagel Italia.
Alessandro Campana, ICT Director di Number 1, ha presentato il piano di logistica integrata di Number 1 di FMCG, una filiera complessa dal punto di vista della gestione dei flussi informativi, dove la chiave di volta è la rapidità di consegna dalla fabbrica al punto vendita e il rispetto dei picchi di consegna. In questo contesto, i sistemi IT efficientano la gestione di magazzino grazie al Voice Picking ed a sistemi di radio frequenza, e semplificano la comunicazione tra i diversi attori della supply chain grazie ai flussi di integrazione dati.
La tecnologia 4.0 abilita la connessione anche in contesti di lavoro “difficili” come la logistica portuale, come dimostra il caso reale illustrato da Mauro Cofelice, Head of Sales di Panasonic Italia. L’introduzione di rugged device come Panasonic Toguhbook ha consentito di omogeneizzare il parco macchine, fornendo agli operatori un unico dispositivo ed un unico sistema operativo. Si riducono così costi e tempi di sostituzione, garantendo la continuità di erogazione di servizi critici.
L’Innovazione 4.0 amplia lo scenario competitivo anche con start-up made in Italy come PonyU, un servizio di delivery governato via App che rende la logistica dell’ultimo miglio più flessibile, veloce e meno costosa nelle principali realtà urbane italiane. Come indicato da Lugi Strino, Co-founder di PonyU, i Clienti sono ormai abituati e richiedono un modello di consegna “alla Amazon Prime”: in giornata, rapido, completamente tracciabile. Fondamentale sarà anche la possibilità di ricevere le consegne in proximity hub vicino all’abitazione o al luogo di lavoro: un principio che potrà rendere più sostenibile la mobilità urbana, sempre più affollata di mezzi pubblici e privati. In fase di approvazione è infatti, ad esempio, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Milano, che individua come strategia l’attuazione di un modello di Logistica urbana Smart e Green che coniughi accessibilità, innovazione ed efficienza economica. In campo sono anche progetti di guida autonoma per il trasporto delle merci e dei passeggeri, come illustrato da Vladimiro Marras, Tecnico dell’Area Pianificazione e Programmazione Mobilità dell’Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio del Comune di Milano.
Per le aziende sono tanti i punti di attenzione, a partire dalla definizione di un piano strategico volto a individuare i processi su cui intervenire con una revisione in ottica 4.0. A tale strategia deve essere sempre abbinata la presenza di un solido programma di change management, con business case tecnico-economici e sistemi di valutazione del ROI in grado di misurare il reale impatto dei progetti d’innovazione sui processi e sull’organizzazione: il cambiamento non è guidato solo dalla tecnologia, ma soprattutto dalle persone che compongono la struttura organizzativa.

Su questo punto, fattore centrale per il successo delle aziende sono le competenze delle risorse umane, che consentono loro di farsi reali promotori del cambiamento: è quanto ha indicato Rossella Riccò, Responsabile Area Studi & Ricerche di OD&M- Gi Group. A farla da padrone è però ancora la mancanza di figure con i giusti skill in linea con il paradigma 4.0, a partire da analisti e progettisti di software, tecnici della produzione manifatturiera e operatori di catene di montaggio automatizzate.