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20.09.2016

Manovre epocali nelle due HP


HPE acquisisce SGI e cede il software a Micro Focus; HP Inc rileva le stampanti Samsung

 

Hewlett Packard Enterprise rafforza l’offerta hardware e di soluzioni per l’High Performance Computing e per le analisi di Big Data attraverso una nuova acquisizione: per 275 M$ in contanti e rilevandone il debito, entro marzo 2017 farà sua SGI, azienda storica dell’IT.
Parliamo della vecchia Silicon Graphics, fondata da Jim Clark nel 1982 per sviluppare terminali grafici; passata poi a realizzare processori, workstation, una propria linea di server e supercomputer, che dopo anni di declino avviò nel 2009 la procedura di fallimento, fu acquisita da Rackable System, cambiò infine nome in SGI. L’azienda californiana conta oggi circa 1.100 dipendenti e la previsione di fatturato per il 2016 è di 533 M$.
«HPE e SGI ritengono che combinando prodotti complementari nel portafoglio di offerta e strategie di lancio, riusciranno a rafforzare il ruolo guida e i risultati economici», commentano dai vertici delle società.
Collegando il proprio brand con un altro storico marchio della Silicon Valley, HPE punta infatti a rafforzare la sua presenza nel mondo dell’hardware e software dedicato al settore Enterprise. SGI vende oggi server, dispositivi di storage e software per supercalcolo, gestione e analisi dei dati in campo scientifico, medico, tecnico, industriale, governativo; e HPE ne ha già adottato le tecnologie per l’elaborazione dei dati in modalità in-memory.
Il piano è quindi di rafforzare la sinergia, sviluppando nuovi sistemi server per le grandi aziende interessate a implementazioni HPC. Si tratta quindi per HPE di una mossa che va decisamente verso il potenziamento delle proprie attività core.
Confermando gli insistenti rumors circolati nelle scorse settimane, HPE ha annunciato proprio in questi giorni un’altra operazione strategica, sempre all'insegna della maggiore agilità e della focalizzazione: il passaggio delle attività software a Micro Focus, con un deal valutato in 8,8 Mld$.
I termini dell’operazione prevedono il pagamento di 2,5 Mld$ in contanti ad HPE e il 50,1% delle azioni agli azionisti della nuova società che sarà guidata da Kevin Loosemore, Presidente di Micro Focus. La chiusura dell’operazione è prevista entro la seconda metà dell’esercizio fiscale 2017 di HPE.
Non si tratta di una vendita, ma di un’operazione di spin-off e fusione che dovrebbe creare una delle più grandi società di prodotti software al mondo, con una forza vendita combinata di circa 4mila persone e che sfrutterà le potenzialità di SUSE, la società di Linux di Attachmate, acquisite da Micro Focus nel 2014.
Negli asset software di HPE che confluiranno in Micro Focus rientrano anche quelli di Autonomy, l’azienda inglese di data mananagent e data analysis, soluzioni di application delivery management, big data, enterprise security, information management & IT governance, acquisita cinque anni fa per 10,3 Mld$ con un’operazione giudicata controversa e non ancora completamente “ammortizzata”.
HPE riparte così fortemente rinnovata. «Con l’annuncio di oggi compiamo un altro passo importante nella realizzazione di una società a crescita veloce, alto margine, più forte flusso di cassa, ben posizionata per i nostri clienti e per il futuro», ha dichiarato la Whitman.
E proprio mentre scriviamo, arriva la notizia di un deal strategico per HP Inc.: l’azienda ha rilevato la divisione stampanti di Samsung per poco più di 1 Mld$.
L’operazione porterà in dote ad HP Inc. circa 6mila dipendenti e un numero incredibile di brevetti nelle tecnologie di stampa, circa 6.500, soprattutto nel comparto delle tecnologie laser. È un business che lo scorso anno ha generato per Samsung ricavi per 1,4 Mld$ e che permetterà ad HP Inc. di rafforzare la sua presenza su tutti i mercati.
Il deal, che dovrebbe concludersi nel giro di un anno, conferma anche in questo caso la strategia intrapresa da HP Inc., che vede in stampanti e Pc il core business, ma che apre anche alla stampa 3D e a servizi innovativi.
Samsung dal canto suo ha attuato quella che appare una mossa difensiva contro la spietata concorrenza di giganti come Epson e Canon, con un passaggio che sembra obbligato per consentire al gruppo di concentrarsi, in area Digital Technology, sempre di più su Smartphone, Tv e componenti hardware.
Il gruppo coreano non sta peraltro attraversando un buon momento neanche in Borsa, dove il titolo nei giorni scorsi ha perso sensibilmente quota, dopo la notizia del richiamo dal mercato dei Galaxy Note 7, in ragione di rilevanti difettosità.