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17.02.2016

Huawei: un 2015 da incorniciare


Cresce del 70% e con 108 milioni di smartphone diventa il primo produttore cinese

 

Il 2015 è stato per Huawei un anno eccezionale. Il fatturato ha superato i 20 Mld$, crescendo di oltre il 70% rispetto al 2014. Con 108 milioni di smartphone (+44%), Huawei è diventato il principale produttore cinese del settore, consolidando la propria posizione di leader e riducendo in maniera significativa il divario con i competitor.
Il successo in Cina è arrivato anche grazie al lancio di due modelli di fascia alta, P8 e Mate S, che anche in Europa Occidentale hanno consentito all’azienda di incrementare la sua quota di mercato sui modelli high end, e di permetterle di entrare tra i primi 3 Vendor in diverse country fra cui Italia, Spagna, Belgio, Svizzera e Portogallo e di far fare un balzo in avanti alla riconoscibilità del marchio. A livello globale, il prodotto di punta è stato Nexus 6P, realizzato in collaborazione con Google, che ha avuto un enorme successo in Nord America.
I vertici del gruppo esprimono ovviamente forte entusiasmo per questi risultati, puntualizzando che dietro i successi c’è una strategia che da sempre contraddistingue l’azienda e che punta su ingenti investimenti in innovazione e R&D. Per darne un’idea, con oltre 16 centri R&D in tutto il mondo, tra cui Cina, Germania, Svezia, Russia e India, Huawei ha investito nel 2014 il 14,2% del suo fatturato globale, presentando 76.687 brevetti, 18mila dei quali per i dispositivi Huawei.
Con queste premesse, diventa sempre più probabile il raggiungimento dell’obiettivo che Huawei si è prefissata: diventare il leader mondiale degli smartphone, scavalcando le dirette rivali Apple e Samsung. Come ha dichiarato il responsabile degli apparati di consumo, Richard Yu: «Diventeremo numero due in poco tempo. Saremo leader mondiali probabilmente in 3 o 4 anni».
Un inside sull’Italia: anche in casa nostra sembra che Huawei faccia registrare performances di tutto rispetto; nel 2015 ha superato gli 1,2 Mld€ di fatturato e… non si limita agli smartphone: la divisione IP, dedicata a Telco e Communication, supera i 650 M€, cui si sommano gli oltre 60 di IT.