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20.06.2016

Industria 4.0: Italia in ritardo, urgono investimenti



 

Grande attenzione per il tema dell’industria 4.0, la cosiddetta quarta rivoluzione industriale basata sulla digitalizzazione dei processi produttivi. Ma nella geografia dell’Industria 4.0 l’Italia non è la prima della classe.
E nemmeno la seconda…

La prima sintesi dell'indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Attività Produttive della Camera conferma infatti il ritardo e l’urgenza di uno scatto in avanti, proprio mentre il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, promette di aggiornare e lanciare il piano Manifattur@Italia preparato dal Governo nei mesi scorsi e ancora al palo.
Per l’industria italiana, la sfida è agganciare le PMI, cuore del nostro sistema economico, a una trasformazione guidata per ora da grandi gruppi stranieri.
I principali vantaggi dell’Industria 4.0 sono noti a molti: impatti positivi su logistica, fidelizzazione dei consumatori, erogazione di servizi aggiuntivi, riduzione dei consumi energetici fino al 40% secondo gli studi più ottimistici.
La Commissione europea ci crede e ha recentemente varato un piano da 50 Mld€, tra risorse pubbliche e private.
E nel nostro Paese? Secondo il documento strategico del Ministero dello Sviluppo Economico, per passare dalla teoria alla pratica potrebbero servire fra 5 e 6 Mld€ di investimenti in più all’anno, ed ovviamente il punto cruciale è trovare i fondi. Tutto da definire, infatti, quale sarà il contributo pubblico, destinato probabilmente a essere contenuto: presumibilmente, solo una cornice per stimolare gli investimenti privati. E oltre ai fondi saranno ovviamente indispensabili le tecnologie abilitanti per digitalizzare l’industria: la banda ultralarga, una sempre maggiore pervasività nell’utilizzo del Cloud, l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, l’Internet of Things, la stampa 3D, la robotica avanzata.
Su questo ampio set di tecnologie andrà costruita una politica industriale mirata, che il piano sintetizza in 12 misure che vanno da un credito di imposta rafforzato, alla ricerca, a facilitazioni per le fusioni e incorporazioni tra imprese.
C’è molto da fare, ma alcuni segnali positivi sono forti: sono infatti molte le eccellenze italiane che rappresentano un fiore all’occhiello dell’Industria 4.0 anche a livello globale. E da una delle aree più industrializzate del Nord Ovest, arriva il rilancio di Riccardo Comerio, Presidente dell’Unione Industriali di Varese che, spingendo per un modello tedesco per lo sviluppo di una manifattura contemporanea, parla di Industria 4.0 definendola «non come uno slogan dell’ultima ora, ma una visione del nostro presente». «Big Data, IoT e Fabbrica Intelligente - ha dichiarato Comerio nel corso di un recente incontro con gli industriali della Provincia - non sono per nulla concetti astratti. Rappresentano in realtà volti diversi di una rivoluzione tecnologica già in atto che le imprese dovranno provare a cavalcare e che rappresentano la grammatica del nostro futuro».