ICT-Prospacersirmifida inform
12.12.2014

Innovazione e fiducia


Elio Catania invoca la svolta digitale per il Paese


I n occasione del Convegno Nazionale di FIDA Inform tenutosi a Roma il 20 novembre scorso, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, riprende alcune riflessioni sullo stato dell’ICT italiana e dei cambiamenti necessari per il suo sviluppo, già espresse in altre occasioni ed in particolare in un incontro in Alcatel, alla presenza di Matteo Renzi, Presidente del Consiglio. Catania evidenzia che, per colmare il gap digitale con gli altri paesi europei, servirebbe una spesa annua di 25 miliardi di €. Una cifra altissima, ma che potrebbe rappresentare la più grande opportunità, il vero motore per rimettere in moto crescita e occupazione. «Tuttavia, l'Italia sconta ancora ‘una cultura di resistenza al cambiamento’, forte anche sull’ICT. Internet e le nuove tecnologie possono dare il massimo solo se associate a una trasformazione, a una revisione profonda del modo di fare affari, di operare, di gestire la PA».
Per una svolta occorre «una trasformazione profonda, che non può che partire dall'alto, ed è fondamentale che la leadership, pubblica e privata, scenda in campo e se ne faccia carico. Ci sono ancora imprenditori e manager che dicono ‘no, io di Digitale non me ne occupo, è un problema tecnico’. È come se dicessero ‘non mi sto occupando della mia azienda e del suo futuro’. In Italia abbiamo casi di eccellenza, nel pubblico come nel privato. E dietro questi casi d'eccellenza e di successo, c'è sempre un leader che ci ha creduto. Ame pare che la grande sfida, il grande bisogno che abbiamo tutti, è che questo approccio diventi pervasivo in tutta l'economia.
È ovvio, ci si deve concentrare sull'execution, sull'attuazione; e Confindustria Digitale sta collaborando con la PA ed il Governo per cambiare il modo con cui essa si posiziona nei confronti delle imprese e dei cittadini», concretizzando ad esempio il fascicolo sanitario elettronico e l’anagrafe unica, progetti considerati come assolutamente da realizzare, e punto di partenza perché anche il Privato si digitalizzi più rapidamente e con maggiore intensità. Non solo PA: Catania sottolinea come l’altra grande sfida del mondo ICT sia la digitalizzazione delle PMI, per le quali Confindustria Digitale ha già individuato una serie di meccanismi di politica industriale non a pioggia, molto mirati, che possano premiare le PMI digitalmente virtuose e aiutarle «a diventare digitalmente grandi e allargare i loro mercati, consentendo fra l'altro alle migliaia di giovani che oggi scommettono il loro futuro nelle startup, di integrarsi in pieno sul territorio con le PMI, che rappresentano la struttura portante del nostro Paese».
Infine, un appello al Governo affinché sostenga i progetti per la Banda Larga e metta in atto normative moderne che consentano alla web economy di non essere limitata da leggi pensate per un mercato ormai superato, per trovare «quel difficile punto di equilibrio tra la tutela degli interessi privati e le opportunità e lo sviluppo che Internet può dare». Conclude Catania: «L'ICT è un'industria forte, che conta mezzo milione di specialisti pronti a scaricare a terra la loro forza operativa; è un comparto capace di affiancare il Governo in tutte le iniziative. Ed è pronta a rimettersi in gioco. In modo diverso, investendo. Ma c’è bisogno di accelerare, di liberare tutte le energie disponibili per evitare che l'ICT, indiscutibilmente strategica, possa indebolirsi. È un rischio che non possiamo assolutamente correre»