ICT-Prospacersirmifida inform
03.05.2017

Parte una nuova guerra al ribasso nelle TLC mobili


TIM lancia Kena Mobile, mentre in Europa si accende il dibattito sul futuro della rete


«Anche noi raccogliamo la sfida di essere il nuovo operatore che non ama le offerte poco chiare», annuncia sul proprio sito Kena Mobile, il nuovo operatore low cost di Telecom Italia che nasce per il segmento retail e la cui filosofia di mercato sposa i concetti di trasparenza e semplicità di offerta, essenzialità e vicinanza al cliente, immediatezza di uso ed economia.
La strategia era stata preannunciata a inizio anno dall’AD di Telecom Italia, Flavio Cattaneo, che nel corso del suo road show negli Usa aveva dichiarato: «Abbiamo già fatto i test e siamo pronti a partire con un servizio “no frills”; essendo l’ex monopolista della telefonia vogliamo passare dalla difesa delle quote di mercato all’attacco».
Il lancio è arrivato in sordina, senza troppa pubblicità, forse perché TIM vuole inizialmente sondare il terreno e capire come il mercato recepirà l’offerta, e limitare i danni del possibile riposizionamento dei suoi clienti già acquisiti sulla nuova offerta, come sembra che recenti ricerche di mercato paventano. La proposta di Kena Mobile al momento prevede pacchetti da 3,99 e 9,99€, con connettività 3G. I clienti potranno attivare i nuovi contratti via web o attraverso call center, o entrare in uno degli otto negozi aperti a Roma, Milano, Torino, Firenze, Rimini, Bari, Napoli e Taranto.
Lo sbarco di Iliad in Italia è previsto a cavallo fra la fine dell’anno e l’inizio del 2018. Con le sue condizioni, che in Francia si sono dimostrate dirompenti, con applicazione di tariffe inferiori del 50%-80% rispetto ai player tradizionali, Iliad punta a conquistare una quota di mercato del 25% in tre anni, erodendo quote a TIM, Vodafone Italia e Wind-Tre, che ad oggi si spartiscono quasi equamente la torta del mobile nel nostro paese.
Oltre a TIM che si è già attrezzata, anche Vodafone Italia studia l’arrivo di Iliad; l’AD, Aldo Bisio, dichiara: «Se guardiamo alla Francia non possiamo prenderla sotto gamba. Certo le condizioni del mercato italiano sono diverse da quelle francesi, il livello di prezzi è già ipercompetitivo e questo riduce gli spazi possibili». Corre voce che Vodafone potrebbe decidere di rilanciare il brand TeleTu.
Anche Fastweb Mobile sta crescendo molto in fretta e vorrà dire la sua nella partita, ed è appena il caso di ricordare che da gennaio Wind e 3 sono un’unica compagnia e anche il suo AD Maximo Ibarra sottolinea che il mercato italiano è già adesso uno dei più competitivi al mondo e che nel nostro paese siamo già abituati alle pressioni sui prezzi. Dichiara Ibarra: «Non siamo preoccupati anche se non vogliamo sottovalutare né esagerare l’impatto di un nuovo concorrente».
Nello scenario del nostro paese, la competizione si prospetta quindi sempre più serrata; ma perché la concorrenza produca effetti positivi, in Italia così come a livello europeo, servirebbe un nuovo quadro regolamentare che favorisca anche gli investimenti. Il tema sta accendendo in queste settimane il dibattito a Bruxelles, anche a seguito del recente meeting annuale del Digital Regulation Forum che ha visto fra i protagonisti anche Franco Bassanini, Presidente di Open Fiber. Il manager reclama un cambio di passo, un’azione che generi un nuovo contesto competitivo capace di assicurare crescita e margini, che fronteggi gli avanzamenti tecnologici con flessibilità, che comporti maggiori livelli di concorrenza e che, più in generale, dia all’Europa una concreta chance competitiva a livello globale.