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20.06.2016

Metroweb a Enel, Telecom al contrattacco



 

I giochi sembrano fatti: Metroweb passa ad Enel. Il CdA di Cdp, il braccio finanziario del Governo che controlla il 46,2% di Metroweb, ha scelto l’offerta di Enel, che la valorizzerà 814 M€, preferendola alla proposta di Telecom Italia.
Anche il CdA di F2i, il fondo che ne controlla il restante 53,8%, ha deciso di proseguire i negoziati con Enel, e si attende a breve anche il via libera di Fastweb, che controlla il 10,6% di Metroweb Milano ed ha diritto di veto sui cambiamenti nell’azionariato fino al 2017, ma che sembra orientata a dare il suo ok.

Secondo i piani, ci sarà da subito l’avvio della fusione con Enel Open Fiber: verrà poi creata una jv paritetica di controllo tra i protagonisti in gioco.
«Quello che ci si avvia a realizzare è un progetto infrastrutturale tra i più interessanti del panorama nazionale e probabilmente europeo», ha dichiarato Renzi. Il nuovo piano sulla banda ultralarga dovrebbe infatti dare una forte accelerazione al nuovo sviluppo di Internet in Italia, colmando il gap della nostra nazione che come ben sappiamo è agli ultimi posti nella classifica europea, con una copertura ultra broadband al 2015 del 40% contro una media Ue del 72%.
Metroweb ha il suo punto di eccellenza nella rete di Milano, dove dispone di 375.000 km di fibra ottica che ne fanno una delle città europee più cablate. Milano, secondo i piani di Enel, dovrà fare da volano allo sviluppo nelle dieci città italiane – Roma, Napoli, Bari, Firenze, Venezia, Palermo, Verona, Genova, Bologna e Torino – già programmate, ed a cui dovranno poi ag-giungersi progressivamente, a blocchi di 40, le altre 244 città del progetto Enel Open Fiber annunciato a marzo dall’AD Francesco Starace.
In questo quadro, Telecom Italia si troverà a fronteggiare per la prima volta una concorrenza infrastrutturale su scala nazionale in un comparto su cui era in virtuale monopolio naturale. Partono quindi le azioni di difesa, fra cui la richiesta alle Autorità di parità di trattamento: dove è presente o sarà presente l’alternativa Enel-Metroweb, Telecom Italia vuole che sia regolamentata l’offerta concorrente o sia deregolamentata la propria, nelle formule sia Fttc - fiber to the cabinet che Ftth - fiber to the home.
Le reazioni di Telecom Italia sono anche su altri fronti: ad esempio giocando d’anticipo sulle tecnologie che saranno protagoniste nel futuro. l capitali che non saranno investiti nell’acquisto di Metroweb verranno da subito orientati sul mobile, per favorire lo sviluppo della tecnologia 5G. «Il mobile riserverà sorprese: tutte le società del mondo stanno studiando contenuti solo per il mobile e la vera rivoluzione sarà sullo smartphone. Noi siamo pronti al 5G anche prima del 2020», ha dichiarato l’AD Cattaneo.
Va in questa direzione l’annuncio dell’accordo triennale 5G for Italy siglato con Ericsson. Si tratta della prima iniziativa in Italia che intende aggregare industrie, istituzioni, università, centri di ricerca, amministrazioni locali e PMI per sviluppare e testare nuovi servizi e progetti pilota che si avvalgono della tecnologia 5G. I principali settori di analisi saranno le Smart City, l’IoT, l’Industria 4.0, il Trasporto e la Smart Agriculture. L’accordo consentirà inoltre di individuare i trend emergenti e di studiare nuove opportunità di business che la tecnologia 5G introdurrà nel mercato a partire dal 2020.
La partnership sarà anche finalizzata ad accrescere le competenze delle due società sull’evoluzione delle attuali reti mobili verso il 5G, per indirizzare lo sviluppo di uno standard 5G unico.
E ancora, Telecom Italia si muove all’insegna della ricerca del salto di qualità sulla Tv on demand, con un partner d’eccezione, Google, lanciando per prima in Italia e tra le prime in Europa il nuovo decoder TIMvision, che adotta il sistema operativo Android TV. Realizzato in collaborazione con Google, il set-top box di nuova generazione permetterà di accedere direttamente a video, news e giochi on line dal bouquet delle app di Google Play pensate per la Tv e tramite device mobile.
Insieme al decoder TIMvision introduce anche 4K ready per la visione di contenuti in Ultra HD, un telecomando con ricerca vocale, Wi-Fi, digitale terrestre integrato e processore di ultima generazione.
«Si apre oggi in Italia una nuova frontiera di intrattenimento digitale disponibile sullo schermo di casa - dichiara Daniela Biscarini, Responsabile Multimedia Entertainment di TIM - Il progetto conferma il ruolo di abilitatore tecnologico di TIM, con l’obiettivo di avvicinare sempre più la nostra clientela alla qualità dei contenuti in streaming e alle nuove modalità di fruizione permesse anche dalle reti ultrabroadband».