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28.09.2017

Da Industria a Impresa 4.0, il nuovo Piano del Governo per la digitalizzazione del Paese


Ad un anno dall'avvio, il Ministro Calenda tira le somme e svela i programmi per il 2018


È passato un anno – era il 21 settembre 2016 – dall’avvio del Piano nazionale Industria 4.0 promosso dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha tracciato le direttrici per agevolare investimenti innovativi per il triennio 2017-2020.
A un anno data, il Piano sembra funzionare: lo confermano gli ultimi dati rilasciati da ISTAT sulla produzione industriale presentati a metà settembre.
A luglio 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha registrato un incremento dello 0,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio 2017 la produzione è aumentata dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, e se corretto per gli effetti di calendario, l’indice è aumentato in termini tendenziali del 4,4%. Particolarmente positivo l'indice riferito ai beni strumentali (+5,9%) e tra i settori di attività economica, quello della produzione di macchinari e attrezzature è tra quelli che registrano una maggiore crescita (+8,0%).
È su questi presupposti positivi che il Governo ha presentato nei giorni scorsi il nuovo Piano Nazionale Impresa 4.0, illustrando i risultati del 2017 e le linee guida per il 2018.
Il piano cambia nome: da Industria 4.0 diventa Impresa 4.0, ad indicare la crescente attenzione per l’innovazione di tutto il tessuto economico nazionale. Si apre così una nuova fase ed il raggio d’azione si amplia, aggiungendo alla manifattura in senso stretto i servizi e dando inizio a «un secondo capitolo caratterizzato da un perimetro più ampio dove saranno protagonisti le competenze e il lavoro».
Guardando ai risultati, il piano «ha dimostrato di essere efficace nel sostenere le imprese che investono in innovazione e avanzamento tecnologico» e che quindi «gli incentivi stanno funzionando», commentano dal Governo. I risultati evidenziano infatti che nei primi sei mesi del 2017 l'andamento degli ordinativi di macchinari innovativi è in crescita di circa il 9%, in linea con gli obiettivi del piano. Per quanto riguarda il mercato interno dei beni strumentali, il settore “macchinari e altri apparecchi” ha registrato un picco dell’11,6%, quello delle “apparecchiature elettriche ed elettroniche” un incremento del 10,7%, mentre le altre categorie hanno segnato un rialzo del 6,1%. Si è inoltre verificato un abbattimento fortissimo delle scorte, segno che la produzione sta salendo; nei primi otto mesi del 2017 le aspettative sugli ordinativi sono ai massimi livelli dal 2010.
Risultati positivi arrivano anche sul piano degli investimenti in Ricerca e Sviluppo: secondo un’indagine campionaria, nel primo semestre del 2017 è in crescita sia il numero di imprese che incrementeranno la spesa in questo settore (+10%), sia la percentuale di crescita della spesa (+15%).
Ammontano a 3,6 Mld€ gli investimenti previsti; spiccano il settore alimentare (21%), l'automotive (17%) e la meccanica (15%). Le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 Mld€ (1,7Mld€ al Sud e 200 M€ al Centro-Nord) e creati o salvaguardati più di 52mila posti di lavoro.
Sulla banda Ultralarga, uno dei capisaldi del piano, sono stati stanziati interventi pubblici per 3,5 Mld€ per infrastrutture e incentivi alla domanda di famiglie e imprese, con l’obiettivo di centrare gli obiettivi di copertura prefissati al 2020. «I bandi per la posa della fibra nelle aree bianche sono stati lanciati, ma una cosa è assegnare le commesse e una è fare delivery secondo i tempi; c'è un’attenzione molto significativa verso le realizzazioni», ha precisato il Ministro Calenda riferendosi ai due bandi assegnati a Open Fiber.
Il Lavoro viene posto al centro del nuovo Piano Impresa 4.0, che punta fortemente sugli investimenti in capitale umano nell’ottica di colmare il gap sulle competenze digitali.
Diventa quindi strategico il “credito di imposta su Formazione 4.0”, al quale avranno accesso tutte le imprese che nel 2018 effettueranno una spesa incrementale in formazione. Tale credito di imposta, ha chiarito Calenda, si applicherà quindi «solo alle spese relative ai costi del personale che ha sostenuto corsi di formazione con focus su almeno una tecnologia Industria 4.0 e pattuiti attraverso accordi sindacali su diverse tematiche: vendita e marketing; informatica; tecniche e tecnologie di produzione».
L’obiettivo finale è di gestire il rischio di disoccupazione tecnologica e massimizzare le nuove opportunità lavorative legate alla quarta rivoluzione industriale sviluppando nuove competenze digitali. Scuola, Università e Ricerca diventano cruciali per innovare i percorsi di studio tesi a formare gli studenti sulle nuove competenze digitali e Industria 4.0.