ICT-Prospacersirmifida inform
29.07.2015

Duri a morire


Processo civile telematico: a un anno dall'avvio crescono gli atti in digitale, ma la carta è dura a sparire…


Partito il 30 giugno 2014, ha appena festeggiato il compleanno il PCT, un insieme di procedure che tende a dematerializzare molte delle attività processuali e di cancelleria che, secondo le previsioni, dovrebbe portare a un risparmio su base annua di 48 M€.
La recente approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge che inietta nuove risorse sul mercato rilancia il PCT: 45 M€ resi disponibili già nel 2015, briciole a seguire (3 M nel 2016, 2 M nel 2017 e 1 M a partire dal 2018).
Novità anche procedurali, che dovrebbero velocizzare i processi: reso possibile anche il deposito telematico dell’atto introduttivo e del primo atto difensivo, e la possibilità per la difesa di certificare la conformità della copia informatica di un atto nato in modalità analogica.
Gli ultimi dati sugli effetti della riforma indicano una ragionevole crescita del processo digitale: ad oggi, sono stati trattati 13,7 milioni di comunicazioni digitali, e dai 64mila provvedimenti digitali depositati a giugno 2014 si è arrivati ai 577mila del mese scorso. A giugno 2014 gli atti creati in formato digitale dai magistrati erano 117mila, saliti a 323mila a maggio 2015.
Notevole taglio dei tempi, a volte anche dimezzati, e vantaggi economici grazie al minor utilizzo di carta; ma c’è ancora molto da fare. Da più parti si richiedono ulteriori correttivi, ed il problema di base è che continua a persistere il doppio canale carta-digitale e in molti tribunali i processi continuano a essere verbalizzati manualmente. Secondo un monitoraggio effettuato dall’Aiga a marzo 2015, il 34% degli intervistati segnala che i tempi per la verbalizzazione in udienza sono addirittura aumentati…