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18.12.2015

Robotica, nanotecnologie e 3D, il made in Italy cresce


 

Robotica, stampa 3D e nanotecnologie sono le nuove frontiere per accrescere lo sviluppo economico in un’ottica di lungo periodo. A dirlo è la WIPO - World Intellectual Property Organization, agenzia dell’ONU. Insomma, il Paese che qui eccelle, sarà un Paese Leader nel prossimo futuro.
Diciamolo subito: a discapito di una burocrazia lenta e farraginosa, di una tassazione oppressiva e di tutte le complessità che ci relegano spesso a fanalino di coda in molte classifiche, in questi tre comparti l’Italia dice la sua.
Pur non essendo nella top ten per numero di domande internazionali di brevetto, l’Italia resta nelle posizioni alte della classifica: al 12° posto nella robotica, al 13° per la stampa 3D e al 14° nelle nanotecnologie. È quanto emerge dall’edizione 2015 del World intellectual property report realizzato dalla WIPO, che ha analizzato il complesso rapporto tra innovazione, progresso e ricadute economiche, con l’obiettivo di spronare governi e imprese ad aumentare gli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
L’innovazione è ancora nelle mani di un ristretto numero di nazioni: Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Corea del Sud e Cina rappresentano insieme il 75% di tutti i brevetti depositati nell’area della robotica, della stampa 3D e delle nanotecnologie.
In Italia aumentano però le aziende ad elevata specializzazione, eccellenze a livello mondiale forti di accordi con centri di ricerca e università, che potrebbero essere il volàno della crescita nei prossimi anni. E gli spazi di miglioramento non mancano, come le norme che agevolano le start up innovative e il cosiddetto patent box, e l’agevolazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali come opere d’ingegno, brevetti industriali e marchi introdotta dalla legge di stabilità 2015.
Il report evidenzia tuttavia anche due aree di criticità dell’Italia: la totale assenza di realtà nazionali nelle classifiche delle aziende e delle istituzioni accademiche. Qui la partita è nelle mani delle multinazionali di Giappone, Usa, Corea del Sud (principalmente per merito di Samsung, leader nel nanotech con quasi 2.580 domande e nella robotica con circa 3.100 brevetti) e Germania. Sul fronte del mondo accademico spicca l’Università di California grazie a 1.055 brevetti nell’area delle nanotecnologie, mentre cresce considerevolmente il ruolo degli atenei cinesi.