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18.03.2016

Debutta SPID, identità digitale unica


 

Dopo tre anni di intenso lavoro preparatorio e qualche ritardo sulla tabella di marcia, la nuova «infrastruttura immateriale» è pronta, ha annunciato il Ministro per la Semplificazione e la PA, Marianna Madia, presentando il programma di lancio del progetto.
«Non è ammissibile che Internet sia presente nella vita di tutti e quando pensi alla Pubblica Amministrazione ti vengano in mente due “f”: file e faldoni – sostiene Madia - Ora con un unico sistema di identificazione sarà possibile far accedere i servizi ai cittadini, scambiare dati con la PA e utilizzare servizi privati. Il tutto per rendere il Paese più semplice e restituire tempo».
L’AgID ha già accreditato i primi tre gestori che da marzo possono rilasciare le identità digitali: InfoCert, Poste Italiane – guidata dall’AD Francesco Caio, l’ideatore dello SPID - e Tim, a cui cittadini e aziende potranno rivolgersi per richiedere l'identità digitale; già pronti anche altri due gestori che stanno chiudendo la convenzione, ed altri ancora se ne aggiungeranno.
SPID sarà erogato gratuitamente fino a dicembre e sarà valido per i primi due anni; poi dovrebbe diventare a pagamento.
Le prime amministrazioni ad aderire sono Agenzia delle Entrate, Equitalia, Inps, Inail, alcuni Comuni e Regioni; il percorso di implementazione del sistema di login SPID da parte di tutta la PA italiana durerà 24 mesi. SPID è anche la chiave di volta per Italia Login, il portale nazionale che nella strategia del Governo dovrà racchiudere tutti i servizi online della PA, sempre entro fine 2017.
Da qui a fine giugno - prospetta l’Esecutivo - saranno oltre 600 i servizi disponibili e accessibili tramite SPID da qualsiasi dispositivo di fruizione e con garanzia di sicurezza, tutela della privacy e protezione dei dati personali. L’obiettivo finale è di coprire 10 milioni di utenti entro il 2017. «Traguardi raggiungibili» assicurano dal Governo.
È da mettere nel conto che qualche ostacolo al decollo di SPID non mancherà, non fosse altro perché alla data Comuni, Regioni ed Enti pubblici non hanno l’obbligo di distribuire lo SPID e la sua diffusione dipenderà anche dall’adesione volontaria dei cittadini ai servizi online; e ancora, gli stessi servizi vanno rivisti in chiave digitale, perché siano funzionali e facili da consultare ed usare da pc, smartphone e tablet.
Peraltro Aiip, Assintel e Assoprovider–Confcommercio, che aggregano operatori di IT e Tlc piccoli e medi, hanno segnalato come i cittadini delle zone di digital divide saranno tagliati fuori dallo scenario di SPID e dovranno attendere l’implementazione dei nuovi progetti di copertura di rete, ma anche la moltiplicazione di soggetti abilitati a rilasciare lo SPID. Le associazioni si sono rivolte direttamente al Ministro Madia per chiedere «la rimozione delle limitazioni legate al capitale e di vincoli che costituiranno un limite di queste importanti innovazioni promosse dal Governo».
Alcuni precedenti non giocano certo a favore della certezza di successo: il progetto pubblico di digitalizzazione basato sulla CNS - Carta Nazionale dei Servizi e sulla Tessera Sanitaria, il primo progetto CIE - Carta d’Identità Elettronica, hanno stentato a decollare; ma gioca a favore di SPID la maggiore maturità digitale dei cittadini e la determinazione con cui il Governo affronta il tema dell’Innovazione del Sistema Italia.