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03.05.2017

Industria 4.0, il Sud tiene il passo


 


Il piano del Governo su Industria 4.0 potrebbe generare al Sud, a partire già dal 2017, investimenti innovativi aggiuntivi per circa 4 Mld€, con un recupero della produttività del 15% e una crescita aggiuntiva del PIL dell’1%.
È questo il dato confortante e forse inaspettato emerso nel corso dell’incontro “S.U.D.4.0: Dalla terza rivoluzione industriale verso l’Industria 4.0″ organizzato a Napoli a fine marzo da UniCredit e Confindustria.
Lo studio di mercato presentato all’evento ha messo in luce da una parte le debolezze del Mezzogiorno, e dall’altro ne ha sottolineato anche i punti di forza: il Sud in alcuni ambiti sembra muoversi più velocemente rispetto al resto del Paese.
Il Mezzogiorno è per esempio all’avanguardia e sopra la media nazionale per quanto riguarda l’utilizzo dei canali online per la vendita dei propri prodotti. Nel 2016, con una percentuale dell’11,8%, il Sud ha superato il Centro con il suo 9,5% e persino il Nord Ovest, con il 10,7%.
Quattro regioni del Sud risultano essere nei primi cinque posti della classifica nazionale per percentuale di popolazione raggiunta dalla rete a 30 Mbps; a fronte della media italiana del 35,4%, la Calabria è al primo posto (76%), seguita dalla Campania (65,2%), dalla Puglia (53,8%) e dalla Basilicata, che si posiziona al quinto posto (42%).
Nel 2016, il numero delle imprese del Sud con sito internet supera la soglia del 60%, e il 26,2% utilizza software specializzato per il CRM, poco al di sotto della media nazionale (30%).
Ma i ritardi e le criticità non mancano. Se si prende in considerazione, per esempio, la banda ultra-larga di ultima generazione, con velocità superiore a 100 Mbps, la situazione cambia: la Campania è l’unica regione del Sud tra le prime della classifica nazionale, con un terzo posto e il 14% di popolazione raggiunta, ma molto distante dalla Lombardia, che guida la classifica con il 25%, e dal Lazio, seconda con il 22%. Le altre regioni del Sud sono abbondantemente sotto la media italiana dell’11%.
Un altro elemento critico per il Sud è il livello di alfabetizzazione sulle tematiche digitali. Se infatti in Italia il tema Industria 4.0 è conosciuto dal 53% delle imprese, al Sud la percentuale scende al 34%, e si attesta al 53% la percentuale di imprese che non conosce affatto il tema, contro una media italiana del 33%.
«Industry 4.0 rappresenta per il Sud una nuova possibilità di realizzare un salto di qualità, un’occasione importante per ridurre il divario con altre aree del Paese e dell’Europa più sviluppate» ha spiegato Elena Goitini, Direttore Regionale Sud di UniCredit. «Ciò per due ordini di motivi: innanzitutto perché con l’economia digitale le infrastrutture materiali – limite storico per il Mezzogiorno – incideranno sempre meno e a muoversi saranno le idee, i dati e non solo i prodotti. In secondo luogo perché la dimensione aziendale – altro limite storico del Paese e del Sud in particolare – verrà superata da nuovi modelli di interazioni tra aziende che prescinderanno dalla grandezza dell’impresa. Le nuove norme sul credito di imposta al Sud, abbinate agli incentivi previsti per Industria 4.0, possono essere il carburante per vincere questa sfida».
Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, ha esortato: «Dobbiamo cominciare a costruire una stagione di reazione nel Paese. Abbiamo una inversione di tendenza, ma siamo lontani dal definirla ripresa, perché abbiamo perso circa dieci punti di Pil e ne abbiamo recuperato solo uno - e dunque siamo circa nove punti indietro - rispetto al 2008. Ovviamente le regioni del Mezzogiorno ne hanno risentito di più e quindi è necessario riproporre a livello nazionale la questione che noi abbiamo definito industria. Ripartire dal Mezzogiorno in un momento delicato come questo è una sfida importante per il Paese».