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06.03.2017

In Italia, la competizione fa bene alle TLC


 


I dati resi pubblici dagli Operatori tra gennaio e febbraio sull’ultimo trimestre del 2016 e sull’intero anno mostrano infatti dati positivi su molti fronti, con l’Italia che spesso traina i conti delle capogruppo internazionali.
Partiamo da Telecom Italia: nei primi tre trimestri del 2016 i principali indicatori di gruppo, fatturato ed Ebitda, sono cresciuti rispettivamente del 6% e del 13%. E nel solo 4Q i ricavi di gruppo, pari a 5.097 M€, sono migliorati rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente non solo in termini assoluti ma anche in termini organici, invertendo un trend negativo che perdurava da 18 trimestri. Il risultato è stato trainato dalla BU Domestic, che ha realizzato un incremento del 2,7% a parità di perimetro, contro un -2,6% nel quarto trimestre 2015, e con un contributo decisivo derivante dalla componente Consumer. «In 9 mesi abbiamo raggiunto gli obiettivi che il precedente piano prevedeva in tre anni» ha sottolineato il Presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi.
Presentato dai vertici del gruppo anche il piano strategico 2007-2019, che segna una forte discontinuità con il passato. «Abbiamo l’obiettivo ambizioso di trasformarci totalmente», ha sottolineato l'AD Flavio Cattaneo, presentando il nuovo slogan - A Transforming Company - scelto da Telecom per sottolineare la sua nuova immagine innovativa, e per lanciare un accordo rivoluzionario siglato con la Rai sull’offerta di Rai Cinema data in esclusiva a Timvision, la piattaforma on demand del gruppo, dopo un anno dall’uscita nelle sale.
Sul fronte della rete, la concorrenza di ENEL Open Fiber e il possibile ingresso sul mercato di Iliad non sembrano preoccupare Cattaneo più di tanto: «Abbiamo tenuto in considerazione i nuovi entranti, vogliamo avere maggior flessibilità per rispondere al mercato». E sulla realizzazione della rete nelle aree a fallimento di mercato, Telecom ha deciso che non parteciperà alle gare e farà da sé proseguendo autonomamente nei suoi piani di cablatura ultra broadband.
Tra i diversi progetti, è da sottolineare il possibile lancio in estate della compagnia low cost targata Tim: si chiamerà Kena e punterà a sbarrare la strada proprio ad Iliad ed a tamponare la crescita di Wind Tre.
Unica nota critica: sembra che Telecom non ponga particolare attenzione al mercato Business, e viri decisamente verso il Consumer, mercato in grado di dare soddisfazioni nel breve periodo e particolarmente sensibile alla componente Contenuti, su cui l’azienda sembra puntare decisamente.
Vodafone ringrazia l’Italia per averle permesso di “addolcire” una trimestrale non particolarmente brillante a livello di gruppo. A fronte di un fatturato consolidato in calo del -3,9%, i ricavi da servizi per Vodafone Italia nel trimestre chiuso il 31 dicembre hanno raggiunto i 1.330 M€ con una progressione del 3% anno su anno, confermando una traiettoria di crescita. Positive tutte le voci del mercato italiano, con i ricavi da rete fissa in crescita dell’11,9% a 225 M€ e quelli da servizi mobile dell’1,4% a oltre 1,1 Mld€. La copertura delle rete 4G di Vodafone supera oggi in Italia il 97% della popolazione.
Per competere sul nuovo mercato che si delinea, anche Vodafone ha già messo sul campo diverse contromosse e starebbe ragionando sul lancio di un secondo brand destinato al mercato nazionale, come sull’opportunità di rispolverare il marchio low cost per il fisso Tele Tu anche per il mobile. La gara per il lancio pubblicitario sarebbe già aperta.
Anche Fastweb ha brillato, chiudendo il 2016 in profitto per il secondo anno di fila, con ricavi, clienti e margini in crescita. Una chiusura d’anno con risultato netto positivo per 95 M€, più che triplicato rispetto al 2015.
Le vendite di gruppo sono state sostanzialmente stabili, con una flessione del -0,3% a 11,6 Mld di franchi, frutto di una flessione in Svizzera (-1,1%), non compensati da una significativa crescita in Italia (+3,4%).
I numeri di Fastweb sono interessanti: la società ha portato i ricavi a 1.795 M€ con +15% di Ebitda a 661 M€ e marginalità del 37%. I clienti sono aumentati del 7% raggiungendo i 2,4 milioni. Di questi il 34% sono collegati in fibra in banda ultralarga, con una crescita annua del 25% «confermando Fastweb – scrive la nota della società – co-leader con Telecom nel mercato ultrabroadband in Italia, con una quota di mercato del 34%».
Nelle strategie dell’AD Alberto Calcagno, posizionare Fastweb sempre più come attore di riferimento per aziende e PA, con la recente acquisizione di Tiscali Business che va proprio in questa direzione, oltre a continuare ad investire nella posa di fibra.
Nell’ambito degli accordi con Tiscali, è da segnalare che è arrivato il via libera definitivo ai due contratti sottoscritti da Fastweb e Tiscali a fine 2016 che, rafforzando i piani industriali delle due aziende, garantiscono a ciascuna l’accesso ad alcune risorse chiave dell’altra.
In particolare, Fastweb ha acquisito il ramo d’azienda Tiscali Business e potrà utilizzare le frequenze 3,5 Ghz nelle principali città italiane. Tiscali da parte sua accede alla fibra Fastweb per collegare la propria rete wireless LTE e i clienti su rete fissa.
In attesa dei conti di fine anno di Wind Tre, è il caso di segnalare che la società guidata da Maximo Ibarra aveva archiviato al rialzo il terzo trimestre con un’impennata al 40,8% dell’Ebitda; ed il 2017 sembra promettere più che bene.
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