ICT-Prospacersirmifida inform
29.07.2015

La UE vince la battaglia del roaming, stop dal 2017


 


Buona notizia per le tasche dei consumatori e per chi vuole un’Europa sempre più connessa; un po’ meno per i Telcos.
Dal 15 giugno 2017, quando ci si sposterà in un altro Paese dell’Unione europea, telefonare e navigare non avrà costi aggiuntivi e fare una chiamata verso il proprio paese o all'estero non farà differenza in fattura. Lo ha stabilito il Parlamento Ue chiudendo una vicenda durata anni non senza polemiche e mettendo a segno una vittoria sui protezionismi nazionali e sugli interessi dei singoli operatori, a salvaguardia dei cittadini e della net-neutrality.
All’obiettivo si arriverà attraverso uno step intermedio. Già da aprile 2016 il roaming diventerà infatti più economico e gli operatori potranno addebitare solo un piccolo sovrapprezzo fino a un massimo di 0,05€ al minuto per le chiamate in uscita, a 0,02€ per gli sms inviati e a 0,05€ per MB di dati: tariffe massime già del 75% più economiche rispetto agli attuali massimali tariffari.
La nuova norma fa leva sul principio di neutralità della rete e sulla considerazione che tutti i cittadini europei abbiano diritto ad accedere ai contenuti e ai servizi online che desiderano senza alcuna discriminazione o interferenza da parte dei gestori della rete, che potranno rallentare il traffico solo in precisi casi come durante attacchi informatici o nel caso di saturazione della rete. Nell'Internet aperta, tutto il traffico sarà così considerato allo stesso modo, evitando le frammentazioni normative nazionali.
La norma prevede anche una clausola di “uso equo” del roaming per prevenire eventuali abusi da parte di chi utilizzi all'estero il proprio numero per motivi diversi dal viaggiare. Gli operatori potranno introdurre clausole ad hoc per recuperare i costi in caso di abuso.
In sintesi, un ambiente pan-europeo migliore a sostegno dell'innovazione digitale, che indirettamente favorirà quanti, grandi e piccini, proporranno i propri prodotti e servizi via web.