ICT-Prospacersirmifida inform
18.03.2015

Piano Ultrabroadband: 6 miliardi di investimenti


Per allineare l’Italia entro il 2020 alla normativa europea un nuovo documento programmatico

 

Grandi annunci per il “nuovo” piano per la crescita digitale. In realtà non c’è ancora un decreto, ma solo l’approvazione del documento “Strategia italiana per la banda ultralarga”.

Bruxelles prevede entro il 2020 banda larga di base, 30 Mbps, per tutti, e 1 00 Mbit per almeno il 50% della popolazione. L’ Italia è indietro in tutte le classifiche europee sulla digitalizzazione, e il piano per la banda ultralarga è, nelle intenzioni del Governo, il primo tassello di un programma che comprende tutti gli obiettivi dell’Agenda digitale europea.

Nel piano sono previste risorse pubbliche per 6 Mld€ ai quali, con un effetto moltiplicatore, si aggiungeranno ulteriori 2 miliardi dei Telcos già previsti e inseriti nei loro piani di investimento, e una previsione di ulteriori 4 Mld€ delle Imprese; l’obiettivo è di arrivare al 2020 con l'85% della popolazione raggiunta da connessioni a 1 00 Mbps, ben oltre la soglia del 50% fissata dall’Europa, oltre ai 30 Mbps per tutti. Sulla rete in rame non è fissata una scadenza, e Telecom Italia tira un momentaneo sospiro di sollievo, sempre che la tecnologia non permetta il suo utilizzo per gli obiettivi di base.

Il progetto è ambizioso: in parallelo alla messa in campo delle infrastrutture digitali, il Governo intende «stimolare la creazione e l’offerta di servizi che ne rendano appetibile l’utilizzo e la sottoscrizione di abbonamenti in ultrabroadband».

Tra gli obiettivi della crescita digitale l'obbligo dello switch-off nella PA: Digital first, con il superamento della tipologia tradizionale di fruizione dei servizi al cittadino, un percorso di centralizzazione della programmazione e della spesa digitale, il monitoraggio di modalità e tempistiche.

Tra le iniziative pubbliche, la piattaforma Italia Log In, destinata ad essere la “casa” del cittadino su Internet. Un’unica piattaforma, che apre i suoi dati e permette di riprogettare i servizi digitali per tutti e rilascia ai cittadini una identità digitale univoca.

Aparte il giallo della prima pubblicazione di un documento impreciso, plauso generale. Per ora.